Rifacimento degli impianti: quanto costa?

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Quando si parla di ristrutturazione una delle preoccupazioni maggiori per il portafoglio è dover rifare l’impianto elettrico, a gas o idraulico. Ma quali sono i costi per il rifacimento degli impianti? E quali sono le cose a cui stare attenti per un lavoro veramente professionale? Ecco tutti i consigli per non avere sorprese!

Quanto costa ristrutturare un impianto a gas

Per la fornitura del gas per uso domestico, finalizzata al riscaldamento, all’alimentazione del piano cottura o per la produzione di acqua, in Italia vengono utilizzati due tipi di gas: il metano, che arriva direttamente nelle abitazioni grazie alla rete di distribuzione, e il gas di petrolio liquefatto (o GLP) fornito con bombole di gas o serbatoi.

Prima di capire quali possono essere i costi per il rifacimento dell’impianto a gas, vediamo da  quali elementi è composto. Generalmente le apparecchiature da controllare quando bisogna rifare l’impianto sono:

  • il contatore del gas, che misura i consumi e che può trovarsi sia all’interno della casa che all’esterno;
  • l’impianto realizzato attraverso tubazioni esterne o sottotraccia;
  • gli apparecchi utilizzatori (principalmente un rubinetto e un’apertura per la ventilazione)

L’installazione e il rifacimento dell’impianto a gas, così come la manutenzione della caldaia, devono essere sempre eseguiti da personale altamente qualificato, in modo da tutelare la sicurezza delle degli utilizzatori, disponendo opportuni rilevatori di gas e dispositivi per la sorveglianza di fiamma.

Di norma i prezzi per rifare l’impianto a gas si attestano intorno ai 400-600 euro per la cucina e 200-300 euro per la caldaia. In ogni caso è sempre consigliabile richiedere un preventivo personalizzato per avere un prezzo più preciso.

Quanto costa rifare l’impianto idraulico

L’impianto termoidraulico è quello che tiene la nostra casa calda d’inverno e fresca d’estate. E’ infatti utilizzato per la climatizzazione degli ambienti e per il riscaldamento invernale.

Ogni impianto differisce sulla base della specifica tipologia ma la classificazione più ampia comprende:

  • riscaldamento autonomo che, grazie alla presenza di una caldaia all’interno dell’abitazione, offre il vantaggio di una maggiore libertà e una maggiore possibilità di regolare i consumi in base alle effettive condizioni climatiche;
  • riscaldamento centralizzato, quando la caldaia è a livello condominiale, in questo caso si ha maggiore efficienza e un costo più basso a parità di calore prodotto ma minore flessibilità nell’utilizzo e nei tempi di accensione/spegnimento;
  • impianto di riscaldamento a funzionamento continuo, nel caso in cui funzioni tutti i giorni durante l’inverno;
  • riscaldamento intermittente, quando funziona con interruzioni in orari prestabiliti;
  • riscaldamento discontinuo, a funzionamento con accensione e spegnimento programmati.

Ma quanto costa rifare l’impianto idraulico? L’installazione o la ristrutturazione di un impianto termoidraulico di solito ha un costo di 200-250 euro per punto radiante.

Si può poi abbinare al rifacimento dell’impianto idraulico, la realizzazione dell’impianto di climatizzazione o condizionamento che invece regola l’umidità e di conseguenza il calore percepito durante la stagione calda. Solitamente un impianto di climatizzazione prevede un’unità esterna (solitamente sul balcone) e una interna, anche detta split, con il condizionatore e i dispositivi refrigeranti per la regolazione della temperatura.

In questo caso i costi possono variare sulla base degli elementi. Il costo per l’installazione di un condizionatore mono split varia dai 200 ai 350 euro, per un dual split 400 euro e per un sistema multi split 700 euro. Anche in questo caso è preferibile richiedere un preventivo perchè spesso anzichè le singole tariffe si applica un prezzo forfettario che comprende l’installazione della canalizzazione interna, l’assistenza e il supporto post installazione, soprattutto quando bisogna cambiare il liquido refrigerante del condizionatore.

Quanto costa rifare l’impianto elettrico

Quando si acquista una casa vecchia spesso è necessario sostituire l’impianto elettrico non a norma e obsoleto. Oltre ad essere pericoloso, un vecchio impianto è quasi sempre associato a una scarsa efficienza energetica che grava sui consumi energetici, con conseguenti bollette elevate!

Il rifacimento dell’impianto elettrico è utile anche quando si vogliono variare i punti luce, le prese elettriche e gli interruttori, in parallelo a una nuova distribuzione di pareti e mobilio.

Per capire quanto è importante lo stato dell’impianto elettrico basta pensare che per legge è obbligatorio allegare agli atti di compravendita e locazione la certificazione energetica che attesta le prestazioni energetiche dell’abitazione.

Oltre al regolamento dei consumi, il tema sicurezza viene prima di tutto. E’ sempre bene verificare di avere un impianto elettrico a norma, ovvero che preveda il dispositivo salvavita, che interrompe il flusso elettrico in caso di dispersione e folgorazione, interruttori magnetotermici per la protezione da cortocircuito o sovracorrente e provvisto di messa a terra, per disperdere nel terreno il flusso elettrico.

Per questo è importante conoscere i costi per rifare l’impianto elettrico. Solitamente è una delle ristrutturazioni più costose perchè richiede opere murarie, l’apertura e chiusura di tracce a muro e altri interventi per far passare i fili.

Quanto costa quindi rifare o mettere a norma un impianto elettrico? Il prezzo varia in base alle dimensioni dell’immobile e per questo di solito i prezzi sono al metro quadro.

Volendo dare un ordine di idee per una casa di 100 mq il costo dell’impianto elettrico è intorno ai 4000 euro, per 120 mq si sale fino a 5500 euro, per 150 mq 6000 euro.Il costo per punto luce è di circa 50 euro ciascuno e possiamo considerare che mediamente in un appartamento di 40 mq sono installati circa 35 punti luce.

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